Dall’albo illustrato – Noi due
Noi due
Nel cielo, sulla terra, nel mare. Per restare, o per avventurarsi.


Dall’albo illustrato – Noi due
Noi due, scritto e illustrato da Paloma Valdivia, è un albo che inizia con una storia e ne contiene tante quante ne riusciamo a immaginare, compreso la nostra.
L’infanzia fa il suo ingresso attraverso il gioco della trasformazione, il gioco rompe presto le pareti di casa e si sposta nel mondo naturale.
Una madre e un figlio, che vivono il loro cambiamento come singoli e nella relazione affettiva; un viaggio di consapevolezza che si muove in pagine silenziose, dove si può osservare, si può ascoltare, si può immaginare ciò che non è esplicitamente dichiarato.
Il tempo attraversa le sue stagioni. Nel legame ci si riconosce di nuovo, come in un eterno ritorno.
Se io fossi. Tu saresti.

Dall’albo illustrato – Noi due

Dall’albo illustrato – Noi due
“Se io fossi una pecora, tu saresti un agnello.
Se io fossi una cavalla, tu saresti un puledro.
Se io fossi un grande pesce, tu saresti un piccolo pesce.
Se io fossi… “
I protagonisti – una mamma e il suo bambino – si pongono agli occhi di chi legge, in continuo mutamento, da grande a piccolo, pecora, cavallo, pesce, coniglio, orso e, chissà.
Nel cielo, sulla terra, nel mare.
La composizione e la narrazione nella doppia pagina definiscono in modo chiaro il ritmo e la presenza delle figure nello spazio; il colore, nella sua ripetizione, accompagna lo sguardo e lo àncora alla doppia pagina successiva, spinge l’occhio a cercare e a trovare, similitudini, forse memorie.
Ero comoda in questo gioco “se io fossi […] tu saresti” e nella rappresentazione visuale che ne scaturiva, sarebbero potuti durare all’infinito; non mi sono posta la questione del tempo narrativo fino al momento in cui – ed è stato forse proprio questo il mio vero ingresso nel racconto – il figlio, come tutti i figli, se ne va.
Nelle pagine silenziose

Dall’albo illustrato – Noi due
Iniziano pagine silenziose, nel tepore dell’autunno, nel candore di una coltre di neve, nell’energia della primavera, nella leggerezza dell’estate.
Impronte nel bosco, un bozzolo che resiste tenacemente al freddo, poi si schiude e affaccia il suo sguardo al mondo, diventa farfalla e vola.
Volano per fare ritorno il figlio o la figlia? Diversi rispetto a quando sono partiti, come diversi sono i genitori, anche loro protagonisti del proprio viaggio.
È un processo di trasformazione che tocca tutti, insieme, disgiunti, nella volontà di riconoscersi per quello che si è stati e per ciò che si è diventati.
La questione del tempo è ora manifesta, oltre che per il suo naturale scorrere, anche per sancire il perdurare di un legame.
Noi due comincia come un gioco, conduce il lettore sulla soglia di ciò che possiamo chiamare vita o sulla soglia del sogno, per restare o avventurarsi.