rubrìca dell’albo illustrato

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L’albo illustrato si presenta prima di tutto nel suo essere oggetto ed è una delle chiavi di accesso per entrare nel racconto.
Studiando dai libri che ripercorrono la storia, l’evoluzione e l’approccio all’albo e al libro illustrato, ho trovato un’espressione ricorrente – “libri e albi pensati per i figli degli architetti” – (Ad occhi aperti Leggere l’albo illustrato – Hamelin – Donzelli Editore, p. 9), che riconduce ad una tipologia di libri e albi che per codice visivo e linguistico risultavano essere poco accessibili o di rottura nell’editoria italiana dedicata all’infanzia intorno agli anni sessanta. Lontani da stereotipi e da classificazioni di qualsiasi tipo, sono albi che in realtà si esprimono per quello che realmente sono: una lente di ingrandimento per il bambino -e non solo-, per guardare dentro e fuori da sé.

Scaturisce così un nuovo modo di progettare e di avvicinarsi ai libri, di guardarli nel loro essere oggetto e forma. Attraverso la materia: la carta, i colori. La composizione: l’impaginazione, la scelta dei caratteri, il loro equilibrio nel contesto. L’oggetto libro è contenitore e contenuto. Tutti questi elementi insieme aiutano il lettore ad essere parte di una o più narrazioni suggerite pagina dopo pagina dal gesto dello sfogliare.

La rubrìca nasce dal mio interesse per i libri e gli albi illustrati.
È un esercizio per me e per chiunque voglia farne parte, un’occasione per fermarsi ad osservare e ritrovare il tempo lento dell’immagine.
È un pretesto per studiare ripercorrendo la storia dell’albo illustrato e della letteratura per l’infanzia. Per comprendere come le immagini e le parole siano in grado di evocarsi a vicenda anche in assenza di testo scritto e partecipare al loro incontro.


#Rubrichina
(parola presa in prestito alla memoria)
La #rubrichina è uno spazio sul canale Instagram ed è scandita dai momenti più o meno lunghi dedicati allo studio, è fatta di annotazioni di pensieri volanti e di immagini che li supportino, la rubrichina aiuta a tenere vispo lo sguardo.

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