Chi sono

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Mi chiamo Paola.
A tredici anni, per quanto possibile vedersi nell’adulto di domani, sapevo che avrei voluto disegnare e così mi sono iscritta al Liceo Artistico della mia città. Non è andata esattamente come avevo immaginato.

Al corso sperimentale in Arti Figurative, decadute da subito tutte le aspettative sul percorso di maestro d’arte che avevo erroneamente ipotizzato di intraprendere, con non poca disperazione ho assecondato quanto la sperimentazione chiedeva, fra le varie cose anche interminabili ore a guardare le nuvole, a domandarmi il perché della loro esistenza, del loro movimento, della forma in divenire. Molto dopo ho capito il potere salvifico di quelle lunghe osservazioni, le ringrazio ancora.

È seguita l’Accademia di Belle Arti di Roma, presto abbandonata per un corso biennale sul Cinema d’animazione a Firenze, terminati gli studi, la grande ambizione ha ceduto il posto alla consapevolezza che l’Italia non era pronta per il cinema d’animazione e io non ero pronta per andare altrove.
Ho riesumato le ore e gli anni passati con gli occhi puntati al cielo, oggi e da più di quindici anni osservo mondi fisici e digitali con l’obiettivo di disegnare esperienze e alle volte anche interfacce che migliorino l’operatività quotidiana delle persone.

Ho tenuto alcuni laboratori con i bambini delle elementari, siamo partiti dalla “nascita” dell’oggetto libro e insieme ci siamo mossi verso la comprensione di ciò che si guarda, l’esplorazione dei materiali, all’interno di una storia. Uno scambio alla pari più che un insegnamento da me a loro, basta spostare il punto di vista e da poco più di un metro da terra c’è una vista sorprendente.

Rubrica dell'albo illustrato
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