La prima neve

“Ora ti racconterò da dove viene quella che tutti chiamano ‘neve’”, mi disse.

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Rubrica albo illustrato La prima neve

Dettaglio dei risguardi – La prima neve

“C’è una prima volta per tutto. Non tutte le volte si ricordano.
Io ne ricordo una in particolare: la mia prima neve.”

La prima neve è un ricordo in cui entriamo dai risguardi in monotipo bianco e nero.
È un “C’era una volta” nell’antica Persia in grado di evocare un altrove lontanissimo o vicinissimo, è una nonna e una bambina, è una fiaba che sa di focolare.

Inizialmente ci troviamo a guardare il mondo attraverso una finestra al cui davanzale arriviamo a malapena con la testa, punto d’osservazione privilegiato della vita in giardino, vita di piante fiorite, di formiche, di alberi, di uccelli. Sul vetro appannato di questa finestra di meraviglie, è sufficiente passare una mano per scoprire che in un attimo tutto è cambiato e in parte scomparso sotto una soffice coltre bianca.
Con il viso verso il cielo e la bocca spalancata pronta a catturare i grandi fiocchi gelati, spostiamo lo sguardo al di sopra delle nuvole, nei luoghi abitati da Naneh Sarma.

Rubrica albo illustrato La prima neve

Dettaglio – La prima neve

Rubrica albo illustrato La prima neve

Paesaggio – La prima neve

“Ora ti racconterò da dove viene quella che tutti chiamano ‘neve’”, mi disse.

Un racconto nel racconto. Una donna di nome Naneh Sarma, dai lunghi capelli morbidi come la seta, è intenta a rigovernare la sua casa in attesa che arrivi Norooz, uomo di cui si narrano grandi poteri, capace di sciogliere laghi gelati, riattivare il corso dei fiumi, portare con sé l’aria e il tepore della primavera.

Gli avvenimenti che si susseguono e alimentano l’attesa di Norooz sono espressi nel testo scritto e nelle immagini ricche di dettagli che lo accompagnano, elementi visivi si ripetono e si fondono pagina dopo pagina, stagione dopo stagione, collegati l’un l’altro su piani diversi della narrazione, su ciò che determina la vita del sopra – sopra le nuvole, e la vita del sotto, brulicante.

Oggetti di vita quotidiana, specchi, spazzole, teiere, coesistono e si intrecciano a fili di perle che si fanno grandine, capelli sciolti e striati simili ai filamenti di fumo che escono dai comignoli, un gatto in grado di attraversare il tempo a proprio piacimento, alle volte sovradimensionato rispetto al contesto, come un osservatore libero di posizionarsi nello spazio.

Ed è così che si muove anche chi legge, segue un filo, segue una traccia di colore, un fiore, il gatto, l’attesa dunque si trasforma in curiosità e di Norooz, che pare non arrivare mai, al momento non ce ne preoccupiamo.

“Perché bisogna saper aspettare” precisa la nonna.
“E per saper aspettare, bisogna sapere perché si aspetta”

Rubrica albo illustrato La prima neve

Dettaglio – La prima neve

Tutto è delicato. I gesti e l’attesa di Naneh Sarma, la presenza silenziosa di Norooz che avvertiamo in un bacio, nel dono di un fiore, nel rispetto del riposo.
Sono delicate anche le monotipie di Sylvie Bello, con chiari rimandi ai paesaggi di Bruegel e alla Primavera di Botticelli.

La prima neve è un albo illustrato di grandi dimensioni, altro non avrebbe potuto essere per dare respiro alla natura e ai suoi mutamenti, vivo nei colori e nelle sovrapposizioni cromatiche, articolato nella costruzione delle scene, etereo per la tecnica illustrativa utilizzata. C’è bisogno di tempo per muoversi nella pagina, proprio per questo possiamo tornare a sfogliare “cento e cento volte, e aspettare una fine diversa”.

La prima neve
Autrice Elham Asadi | Illustratrice Sylvie Bello
Editore Topipittori

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