The Tiger Who came To Tea

La tigre non conosce riguardo, è una tigre! Mangia e beve proporzionalmente alle sue dimensioni.

72 / 100

Se penso di aver scelto Judith Kerr da una copertina in parte è vero.
Non sapevo chi fosse, non conoscevo né la sua storia né le sue pubblicazioni, The Tiger Who came To Tea era sullo scaffale, dietro ad altri libri perchè più alto di altri, un po’ come nelle foto di classe, impossibile non vederlo. Copertina bianca, una tigre enorme, una bambina, due tazze di tè e una torta, lo sguardo sereno di chi si è appena ritrovato. Da quanto si conoscono? Di cosa stanno parlando?

The Tiger Who Came to Tea

Prima della storia sono arrivate le immagini

Delicata tanto da non sentirla arrivare è apparsa la libraia, con il suo accento inglese italianizzato ha iniziato a parlarmi di Judith Kerr, del capolavoro di letteratura inglese per l’infanzia che avevo fra le mani, degli adattamenti teatrali, TV e radio, io però pensavo solo alla tigre e alla bambina, volevo unirmi a loro per il tè, volevo sfogliare quelle pagine.
Prima della storia sono arrivate le immagini, le figure intere su sfondo bianco, il ritmo narrativo dato dai colori.

Siamo alla fine degli anni ‘60, in Inghilterra, all’ora del tè, Sophie e la sua mamma sono in cucina quando si sente il campanello suonare. Non è il lattaio, non è il ragazzo delle consegne a domicilio, il papà si suppone abbia le chiavi di casa, si può quindi solo aprire e vedere.

Una gigantesca tigre che su due zampe è alta almeno tre volte la bambina. Nessuno si spaventa, la porta si spalanca e in un giro di pagina siamo tutti seduti attorno allo stesso tavolo, con la stessa meraviglia e con la stessa disinvoltura. Se ripenso a quante volte ho apparecchiato per i miei peluches!

The Tiger Who Came to Tea
The Tiger Who Came to Tea

La tigre non conosce riguardo, è una tigre! Mangia e beve proporzionalmente alle sue dimensioni, svuota frigorifero e dispensa, prosciuga l’acqua corrente. Sophie la accarezza dolcemente, si arriva quasi a sentire la morbidezza del pelo arancione, ancor più quando accosta la coda alla guancia come se fosse un piumino. La segue ovunque con ammirazione, si fa ancora più piccola, seduta sul pavimento a gambe incrociate, le mani sotto il mento, sospesa forse fra il sogno e la realtà. Ed io con lei.

Ma come per tutte le cose belle che vorremmo infinite, arriva purtroppo il momento dei ringraziamenti e dei saluti – Then he said “Thank you for my nice tea. I think I’d better go now.” And he went. – lasciando la mamma nella disperazione di una casa buttata all’aria senza nulla per la cena, e la piccola Sophie che vorrebbe consolarsi con un bel bagno ma non c’è più acqua.

The Tiger Who Came to Tea
The Tiger Who Came to Tea
The Tiger Who Came to Tea

“Tell me the tiger”

Alla tigre, come agli altri personaggi, sono stati attribuiti diversi significati, alcuni riconducibili all’infanzia dell’autrice, costretta a fuggire con la sua famiglia da Berlino per trovare riparo e salvezza altrove nel pieno della persecuzione ebrea.

In realtà questo racconto nasce mettendo insieme tutte le passioni di una bimba di poco più di due anni, libere da pregiudizi. La figlia di Judith Kerr amava molto le tigri, viste allo zoo, allo stesso modo andare al ristorante o uscire nella notte, nonostante accadesse di rado, ma si sa i bambini fanno viaggi immensi anche senza muoversi da casa, e così tutte le sere prima di dormire chiedeva sempre la stessa storia – “tell me the tiger”.

Rubrica dell'albo illustrato

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Se raccontato diventa reale

Se lo raccontiamo, ciò che immaginiamo può diventare reale. Fra le ultime pagine, in una sola immagine, troviamo l’origine: la notte, rischiarata dalle luci delle auto e dei lampioni, la tigre, nel gatto rosso a coda e pelo ritto come in una dichiarazione di forza e di coraggio (forse anche nel cappotto arancione della mamma), il papà, che non ha mostrato stupore nell’ascoltare la loro storia, proponendo la soluzione più veloce, una cena deliziosa al ristorante.

“So they went out in the dark, and all the street lamps were lit, and all the cars had their lights on, and they walked down the road to a café.
And they had a lovely supper with sousages and chips and ice cream.”

The Tiger Who Came to Tea

The Tiger Who Came to Tea – HarperCollins Children’s Books 2006
Prima pubblicazione William Collins Sons & Co 1968

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