Vorrei dirti

Ad accogliere l'incipit di questo albo è la natura, luogo per eccellenza in cui l'infanzia si esprime, in cui sperimenta e sfida l'impossibile

“Vorrei dirti
che le parole sono tante”

Dove ci portano le parole? Cosa ci lasciano vedere o intravedere? Cosa dicono e cosa non dicono? Quali emozioni muovono?
Vorrei dirti custodisce in sé il potere creativo della parola, aiuta a determinare un altrove possibile; le parole sono tante, sono suoni fragorosi ma anche silenziosi, le parole “A volte sono sasso” e “A volte sono aliante”, possono coesistere e perfino essere la stessa cosa.
Fra le pagine di questo albo ci si sente in cammino, una parola ne genera un’altra, le immagini un po’ guidano e un po’ liberano lo sguardo, il macro diventa micro che si fa dettaglio di un nuovo macro, all’infinito.

“Vorrei dirti
che le parole sono tante”

Ad accogliere l’incipit di questo albo è la natura, luogo per eccellenza in cui l’infanzia si esprime, in cui sperimenta e sfida l’impossibile, a cui ritorna sempre e in cui ripone ogni speranza e desiderio di scoperta. Ecco quindi un albero rigoglioso di foglie, alcuni uccelli fermi sui rami, alcuni in volo; li ho immaginati come parole, già libere, altre invece a sedimentare o in ascolto. L’altezza dei rami apre successivamente la vista sul mare e in divenire nei mondi in cui le parole trovano determinazione, nel pieno e nel vuoto, nella fluidità di un colore come nel bianco, sospese fra realtà e immaginazione.

Rubrica dell'albo illustrato Vorrei dirti
Rubrica dell'albo illustrato Vorrei dirti

Vorrei dirti che le parole sono creatrici

“Parole germoglio
Che non fanno rumore”

“Parole leggere
Che sfioran la pelle”

“Parole casa
Parole mattone”

Mi soffermo su questi versi e sulla loro forza immaginifica. Vedo le parole che nascono, silenziose, tanto leggere da sfiorare la pelle, vedo le mie parole germoglio, le mie parole casa, le mie parole mattone.
Le sento quelle parole “Che seguono il passo dei pensieri” anche quando preferirei fossero afone.

Vorrei dirti è un viaggio nella poesia delle parole, un invito a seguire un sentiero tracciato e allo stesso tempo a segnarne uno nuovo. Ci sono “Parole sospese” e “Parole mai nate”, “Parole promessa” e “Parole tempesta” a cui attingiamo facendo appello alla nostra esperienza.

Vorrei dirti è un’esortazione all’ascolto e un incoraggiamento a pensare un mondo diverso, un linguaggio diverso, grazie alle parole capaci di schiudere luce e colore, parole che non hanno confini, parole che non sono zavorra, parole che abbracciano e si fanno abbracciare.

“Ci sono parole che” è un gioco che non si può contenere

Rubrica dell'albo illustrato Vorrei dirti
Rubrica dell'albo illustrato Vorrei dirti

Vorrei dirti è rientrato tra i finalisti del Premio Andersen 2020 come miglior libro 6/9 anni. In realtà è una lettura per tutti, un’esplorazione per immagini e parole a cui si accede scavando nel profondo, ma anche rimanendo in superficie, espandendo l’infinito gioco de “Ci sono parole che…”.

Lucia Scuderi ha realizzato questa bellissima animazione a partire dalle illustrazioni dell’albo

Vorrei dirti - animazione di Lucia Scuderi

Vorrei dirti – Finalista Premio Andersen come miglior libro 6/9 anni
Autrice Cosetta Zanotti
Illustratrice Lucia Scuderi
Edizioni Fatatrac

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